18 Dicembre. Cosa c’è di meglio del gestire i soldi per entrare di diritto nella stanza dei bottoni?
Ne sono fermamente convinti i banchieri turchi, che si apprestano ad aprire le proprie filiali ad Erbil. Già da gennaio, sarà operativa la sede curda della alBaraka Bank, che ha già incassato l’approvazione della Banca Centrale Irachena con le relative autorizzazioni.
Stesso progetto lo accarezza la Waqef Turkish Bank, che ha analizzato a fondo la situazione: sono ben oltre 5.000 i turchi che generano reddito in Kurdistan, che attualmente viene veicolato sugli istituti di credito iracheni (sono 30 nella sola Erbil), non ancora modernamente strutturati e con difficoltà operative, soprattutto nel trasferimento dei fondi.
E intanto la Banca Centrale Irachena, per una maggiore trasparenza, invita gli istituti di credito del Kurdistan a sottoscrivere un MOU che contenga una prassi operativa comune a tutto il Paese e renda più agevoli le procedure, non solamente per agevolare l’operatività interna ma soprattutto per avvicinarsi quanto più possibile alle abitudini ed alle necessità degli investitori esteri.
LA FRANCIA, DOPO L’APPORTO CULTURALE,
ORA PUNTA ALLA COOPERAZIONE ECONOMICA.
21 Dicembre. E’ il Presidente della Camera di Commercio di Wasit ad affermare che tra i desideri espressi dal governo francese è contemplato anche quello di incrementare i rapporti commerciali tra Francia e Iraq. Dopo aver ospitato nei propri atenei molti studenti curdi, giunti onorevolmente al traguardo della laurea; dopo aver inaugurato un proprio centro di ricerca nella suggestiva cornice della cittadella di Erbil, la Francia cerca ora un riscontro economico, ben sapendo come il Kurdistan abbia le idonee risorse per divenire un interessantissimo partner commerciale.
E mentre si intensificano i rapporti istituzionali, volti al raggiungimento di questo obiettivo, la France Telecom gioca al rialzo per il suo ingresso nella telefonia curda, per l’acquisizione di quote di maggioranza della compagnia telefonica Korek Telecom.
---------------------------------------------------------------------------------------------- CHI BUSSA ALLE PORTE DEL KURDISTAN?
19 Dicembre. Toc toc…chi è? Salve, è qui che c’è bisogno di centrali idroelettriche? Sembra proprio di sì, e l’UNIDO prontamente si fa avanti con il governo curdo per un progetto da 12 milioni di dollari, al quale l’associazione contribuirà facendosi carico del 75% dei costi. Il tutto per dare il via alla risoluzione di una delle criticità della Regione Autonoma: la mancanza di energia elettrica.
Scusate, ma turismo, infrastrutture, edilizia ed agricoltura non hanno bisogno? Certo che si. E si fa avanti l’Egitto, che da tempo (vedi newsletter precedenti) sta tessendo la sua tela di penelope ed è pronto a tuffarsi nell’impresa.
C’è ancora posto? Pare proprio di sì, e arriva persino l’Ucraina, siglando un protocollo commerciale per favorire gli scambi tra i Paesi…..
Se si aspetta ancora un po’, non troveremo neppure i posti in piedi.
---------------------------------------------------------------------------------------------- LA RISPOSTA E’ IBC4IRAQ
22 Dicembre. Sono già tante la aziende italiane che hanno compreso la valenza del progetto IBC4IRAQ e hanno confermato la propria adesione;
campionature e cataloghi per alcuni sono già negli uffici di Erbil, il materiale di chi si è appena iscritto sarà sul territorio a gennaio,
ed il personale locale è già pronto ad operare…
14 Dicembre. E’ ormai acclarato: il Kurdistan è oggetto di enorme interesse da ogni parte del globo. Ed è naturale che i ricchi Paesi limitrofi del Middle East buttino l’occhio, e non solo perché considerano la Regione Autonoma la porta all’intero Iraq, ma soprattutto perché, attualmente, il Kurdistan si propone come interlocutore primario nel business avanzato.
Così Mr. Dara Jaleel Khayat, a capo di una nutrita delegazione, si è recato a Dubai, ricevuto con tutti gli onori dal Presidente della Camera di Commercio di Dubai, S.E. Saif Al Ghurair, e da esponenti di spicco delle istituzioni, per rafforzare i rapporti istituzionali e commerciali (non a caso la compagnia di bandiera FlyDubai ha già una tratta per il Kurdistan – vedi newsletter nr. 32 – e sono più di 30.000 gli iracheni che vivono e lavorano a Dubai – n.d.r.).
Ma gli Emirati Arabi Uniti puntano anche alla fiera: “Made in Sharjah” esporrà ad Erbil il prossimo anno, a corollario di un più vasto programma di cooperazione economica tra le due realtà. Così almeno ha dichiarato Mr. Saif Mohammed Al Midfa, direttore generale dell’Expo Centre di Sharjah, dopo aver gettato le basi della collaborazione a seguito di un lungo colloquio avuto con Mr. Khayat.
Nel frattempo, e giusto per non lasciarsi scappare nessuna opportunità, Mr. Hersh Muharram, a capo del Kurdistan Investment Board, ha sottolineato come la Regione abbia “urgenza di incontrare le aziende ed i businessmen arabi, perché possano vedere con i proprio occhi i progressi e la crescita economica che il Kurdistan sta attraversando, e in prospettiva – quindi – siano pronti ad investire nella Regione, soprattutto grazie alla legislazione largamente favorevole”.
E per rendere le cose più agevoli, ottenere i visti sui passaporti per i businessmen curdi diretti negli Emirati sarà un gioco da ragazzi: sarà la stessa Camera di Commercio di Erbil a rilasciarli.
Fare affari in Kurdistan? Più facile di così…
Mr. Dara Jaleel Khayat, Presidente della Camera di Commercio
di Erbil
e della Federazione delle camere di Commercio curde
L’incontro tra Mr Dara J. Khayat e il Presidente
della Camera di Commercio
e Industria di Dubai, S.E. Abdul Rahman Saif Al Ghurair
I colloqui tra Mr. Dara J. Khayat e il Direttore Generale
dell’Expo Centre di Sharjah, Mr. Saif Mohammed Al Midfa
SE GLI ARABI BUSSANO, TURCHIA ED EGITTO NON RESTANO A GUARDARE
14 Dicembre. L’avevamo già detto (vedi newsletter nr. 34 – n.d.r.): presto, anzi prestissimo, il Kurdistan vedrà sul proprio territorio il Consolato Egiziano.
Settimana intensissima per Mr. Dara Jaleel Khayat, Presidente della Camera di Commercio di Erbil, che ha recentemente incontrato l’Ambasciatore egiziano in Iraq, Mr. Sharif Shahin. “L’Egitto è un Paese chiave per il Kurdistan, e stiamo cercando di rendere sempre più solidi i rapporti bilaterali nel settore industriale e commerciale” ha affermato Khayat nell’intervista rilasciata subito dopo l’incontro.
E la Turchia? Non ha alcuna intenzione di mollare l’osso: sia per la vicinanza che per i prezzi competitivi, in passato ha rappresentato per il Kurdistan la prima fonte di approvvigionamento. Ma la musica sta cambiando, e soprattutto adesso che la Turchia punta anche alla UE, i rapporti con la regione autonoma irachena vanno consolidati: una folta delegazione di imprenditori è appena ripartita da Erbil, dopo aver incontrato (naturalmente) il Ministro del Commercio e dell’Industria del Kurdistan, Mr. Sinan Chalabi.
Mr. Dara Jaleel Khayat durante l’intervista rilasciata
dopo l’incontro con l’Ambasciatore egiziano in Iraq
Mr. Sinan Abdulkhalq Ahmed Chalabi,
Ministro del Commercio e dell’Industria del Kurdistan
8 Dicembre. Madrid fa da scenario al nuovo Ufficio di Rappresentanza del Kurdistan Iracheno in Spagna, inaugurato la scorsa settimana. A presenziare all’evento, Mr. Daban Shadala, rappresentante ufficiale in Spagna del Governo Curdo, e con lui, l’Ambasciatore Iracheno in Spagna, il Dr. Ziyad Kalid, il Console Onorario spagnolo in Kurdistan, e molte personalità di spicco spagnole, curde e irachene.
“Per il Kurdistan, la Spagna è un punto di riferimento storico e culturale di altissima rilevanza; nonostante le diversità linguistiche e culturali, il nostro desiderio è di intraprendere relazioni forti e durevoli con questa nazione così ricca culturalmente”, ha sottolineato Mr. Shadala. La Spagna – oltre ad un valido supporto culturale – è per il Kurdistan uno tra gli interlocutori nello sviluppo agricolo.
E mentre a Madrid si officiava l’inaugurazione, nel Regno Unito il Ministro della Salute curdo Mr. Taher Hawrami ha visitato Londra e Sheffield. Per prendere visione del sistema sanitario della Nazione europea, di come è strutturata l’istruzione e la formazione, senza tralasciare una visita al Parlamento.
Il Ministro della Salute curdo Mr. Taher Hawrami (al centro) di fronte alla sede del parlamento britannico con Mrs. Meg Munn (a sinistra), il Prof. Rhiannon Billingsley dell’Università Hallum
di Sheffield (a destra) ed altri delegati e colleghi
Mr. Daba Shadala durante l’inaugurazione
dell’Ufficio di Rappresentanza del Kurdistan a Madrid
8 Dicembre. Distano solo 60 Km da Erbil, verso nord ovest, ma sono già mete ambite per i paesaggi selvaggi e la natura incontaminata. Stiamo parlando di Soran e di Ruwanduz, due siti di incomparabile bellezza che da tempo sono oggetto di programmi di ampliamento per la ricettività (vedi newsletter nr. 30 – n.d.r.). La prima mossa è stata quella di abbattere i prezzi del soggiorno,
e la strategia ha funzionato: negli ultimi due mesi solamente, sono stati più di 30.000 i visitatori del meraviglioso Parco Naturale di Ruwanduz. Ma la ricettività dovrà essere necessariamente implementata: ed ecco che i finanziamenti non si fanno attendere.
Uno degli scorci mozzafiato del parco Naturale di Ruwanduz
IL PARTITO DEMOCRATICO CURDO A CONGRESSO PARLA DI AUTODETERMINAZIONE
13 Dicembre. E’ stato proprio Massoud Barzani, il Presidente del Governo curdo, a parlare di autodeterminazione. Lo ha fatto durante il congresso del suo partito, il PDK (Partito Democratico Curdo), con l’orgoglio di un leader che sa dove sta andando il proprio paese ed il futuro.
“L’autodeterminazione è un diritto dei curdi iracheni”, ha affermato Barzani, forte di una realtà fatta di sicurezza, di ingenti investimenti economici per la ricostruzione, di una gestione autonoma delle proprie risorse. Ma soprattutto forte di una posizione di rilievo nel panorama politico iracheno (determinante, lo ricordiamo, l’intervento del leader curdo nell’assegnazione a Malawi dell’incarico di Premier del costituendo Governo Iracheno) e soprattutto consapevole di essere nella sfera di interesse di tutte le economie mondiali, pronte ad investire nel e sul territorio curdo.
Inutile dire che le affermazioni di Barzani hanno suscitato nel resto dell’Iraq forti polemiche: il Paese teme di perdere la Regione curda e la ricchezza che genera.
INAUGURATA LA NUOVA SEDE DELL’AMBASCIATA ITALIANA IN IRAQ
06 Dicembre – L’Italia si veste a nuovo e inaugura la nuova sede della propria Ambasciata in Iraq. Hanno presieduto la cerimonia il nostro Ministro degli Esteri Franco Frattini, accompagnato da una nutrita delegazione, il pari grado iracheno Mr. Hoshyar Zebari, e l’Ambasciatore italiano di fresca nomina, Gerardo Carante.
Questo evento è stata la chiosa di un’intensa missione diplomatica che Frattini ha svolto nei paesi del Middle East, per consolidare i rapporti istituzionali ed incrementare quelli economici tra l’Italia e i Paesi Arabi. Ma l’Iraq, last but not least, rappresenta per la nostra Nazione un partner sempre più interessante, soprattutto ora che il Governo Centrale è in fase di definizione e alcune delle eccellenze italiane sono operative sul territorio in progetti di ampio respiro.
Dopo Zebari, che ha accolto personalmente Frattini all’International Airport di Baghdad, il nostro Ministro è stato ricevuto a colloquio anche dal Presidente iracheno, Mr. Jalal Talabani.
La delegazione italiana e gli esponenti iracheni al tavolo dei lavori
IL GOVERNO IRACHENO RASSICURA FRATTINI:
SARA’ COSTITUITA UNA TASK- FORCE A TUTELA DEI CRISTIANI
06 Dicembre – In Iraq per inaugurare la nuova sede dell’Ambasciata (vedi news precedente) il nostro Ministro degli Esteri Frattini ha intrattenuto un lungo e cordiale colloquio con il Presidente iracheno, Mr. Talabani. “Ho ricevuto importanti rassicurazioni dal Ministro degli esteri Zebari, dal Premier Al Maliki, dal Presidente Talabani, - ha detto Frattini – del fatto che i cristiani sono parte fondamentale della cultura e della storia irachena. Il governo – ha aggiunto Frattini – ha promosso la costituzione di una commissione parlamentare che sarà presieduta da un parlamentare cristiano. Il Governo iracheno si è impegnato anche all’istituzione di una unità di polizia sul territorio che includa militari e agenti cristiani”.
06 Dicembre – A seguito del Ministro degli Esteri Frattini, anche l’Amministratore Delegato di ENI, Paolo Scaroni, che con soddisfazione ha constatato come la produzione giornaliera di barili a Zubair abbia superato i 200.000, soglia che consente il recupero dei costi sostenuti per l’operazione.
Capofila del consorzio che si è aggiudicato i diritti per lo sviluppo di quello che è considerato tra i maggiori giacimenti iracheni (con riserve stimate in 4 miliardi di barili), ENI – attraverso Scaroni – ha sottoscritto un MOU per la ristrutturazione e l’allestimento del padiglione pediatrico dell’ospedale di Bassora: un intervento da 5 milioni di dollari che riguarda anche altre attività sociali nell’area della provincia di Zubair.
Un Memorandum che consolida ulteriormente la posizione dell’ENI in Iraq: una storia che dura da quasi ottant’anni, da quando – nel 1932 – l’Agip acquistò il 27.9% delle quote della British Oil Development, che effettuava ricerche nelle concessioni alla destra del fiume Tigri.
Paolo Scaroni, l’Amministratore delegato
della compagnia petrolifera italiana.
L’ITALIA FORMERA’ MEDICI IRACHENI SULLE PATOLOGIE INFANTILI, IL GIAPPONE FINANZIERA’ LA FORMAZIONE DI MANODOPERA SPECIALIZZATA IN KURDISTAN.
01 Dicembre –.Nella provincia irachena meridionale del Dhi Qar ha preso il via un progetto finanziato con oltre 2.000.000 di euro dalla Cooperazione Italiana, legato al settore della salute: è prevista tra le altre cose la formazione del personale medico nel settore materno infantile. L’iniziativa, sviluppata insieme all’Università di Sassari e all’Aispo (Associazione italiana per la solidarietà tra i popoli), ha come obiettivo il miglioramento delle condizioni di salute della popolazione della provincia irachena attraverso il potenziamento dell’organizzazione del Sistema sanitario provinciale (Ssp) e in particolare del servizio erogato dall’Unità sanitaria “Camp Mittica”.
Dall’altra parte del globo, la JICA (the Japanese International Cooperation Agency) ha stanziato 600 milioni di dollari per favorire principalmente la formazione delle maestranze in Kurdistan, dopo l’accordo siglato con il Ministro della Pianificazione, Mr. Ali Sindi.
Un progetto di ampio respiro, che prevede anche ulteriori campi d’azione nel potenziamento idrico, energetico ed a sostegno dello sviluppo agricolo.
Equipe di chirurgi al lavoro
Le aree di intervento della Jica nel solo Middle East
05 Dicembre – Cantano in inglese, si ispirano ad Eminem, e scelgono il Rap come espressione artistica: due fratelli i fondatori del primo gruppo rapper iracheno che canta in inglese.
Il rap è uno stile musicale sorto negli Stati Uniti all’inizio degli anni ’70 e diventato parte di spicco della cultura moderna. Fu Joe Tex – noto cantante di colore – a coniare il nome di questo nuovo stile, che è presto diventato icona della cultura hip hop e si caratterizza per i testi “raccontati” dal rapper su ritmi cadenzati e ben evidenziati.
Uno stile che racconta e affronta per lo più i temi del sociale, e qualche volta parla anche d’amore. E proprio per questa connotazione “impegnata”, il gruppo iracheno lo ha scelto per raccontare la storia di una guerra, di un popolo, di un disagio e della speranza di un futuro diverso. Che è qui, dietro la porta, e di cui oggi si è liberi, finalmente, di parlare.
La musica diventa quindi espressione e messaggio della storia: Hussam Al-Rassam, uno dei più popolari cantanti iracheni, insieme al poeta Ali Adiwani chiede a “Muhammed e Issa” (Maometto e Gesù) di intervenire per placare le violenze dei fondamentalisti iracheni contro le minoranze cristiane. Un messaggio di solidarietà e di speranza, a ritmo di rap, naturalmente.
09 Dicembre – Lo sappiamo bene che l’esigenza primaria oggi è trovare nuovi sbocchi di mercato; come sappiamo altrettanto bene che si ha la necessità di trovarli in tempi contenuti, ed investendo il giusto, sia in tempo che in denaro. Per questo Axis ti propone l’IBC4IRAQ, ovvero la tua postazione privilegiata direttamente in territorio curdo.
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09 Dicembre– E’ partita ufficialmente la campagna espositori per la partecipazione
alla 5° edizione di Italianexpo Iraq 2011: l’appuntamento annuale a sola firma italiana
con le opportunità di business in Kurdistan.
Da più di 20 anni sul campo dello scouting, da oltre 6 anni sul territorio curdo, Italianexpo ha fatto incontrare oltre 350 aziende italiane con la new economy della Regione Autonoma irachena, porta d’ingresso per molte di loro all’Iraq intero.
E – forte del proprio know how e di una consolidata rete di rapporti istituzionali e commerciali – Axis vi da appuntamento ad Erbil il prossimo giugno, per riproporre le eccellenze italiane nei settori (consolidati ma ancora e sempre ai vertici della domanda locale) del building e delle opere infrastrutturali, delle attrezzature per la ristorazione professionale,dell’hotellerie e delle tecnologie alimentari. E – new entry – un salone interamente dedicato alla casa ed allo stile di vita tipicamente italiano, che tutti ci invidiano e che il Kurdistan elegge a modello a cui ispirarsi.
IL KURDISTAN ENTRO DUE SETTIMANE DISCUTERA’ IL BUDGET 2011
NEL PARLAMENTO IRACHENO. MA INTANTO L’AMMODERNAMENTO NON SI FERMA
25 Novembre. A margine di una conferenza stampa per il lancio della campagna promossa contro la violenza sulle donne, il Primo Ministro Salih ha parlato ai giornalisti presenti del budget 2011 per il Kurdistan: “Il fabbisogno per il prossimo anno è certamente superiore rispetto agli stanziamenti del 2010”, ha affermato Salih, rifiutandosi però di esporre le cifre, che devono restare riservate almeno fino a quando i fabbisogni non saranno sottoposti al governo centrale di Baghdad. Cosa che avverrà entro le prossime due settimane, ha assicurato il Primo Ministro. E in attesa di ricevere i fondi – stimati all’incirca intorno ai 10 miliardi di dollari, Erbil in ogni caso decide di “farsi bella” e di sostenere l’immagine positiva che è riuscita a trasmettere al mondo intero. Allo studio, nuovi progetti per la modernizzazione della rete viaria e per l’implementazione della sicurezza.
SONO GIA’ 507 LE FAMIGLIE DI CRISTIANI CHE HANNO TROVATO ASILO IN KURDISTAN
29 Novembre. Il Kurdistan ha sempre offerto asilo alle minoranza cristiane irachene, ribadendolo alla delegazione ONU recatasi nella Regione per concordare un piano di azione (v. newsletter nr. 33 – n.d.r.) e confortato dalle affermazioni dello stesso presidente Iracheno, Jalal Talabani. Di etnia curda, il Presidente ha rassicurato le minoranze cristiane invitandole a trasferirsi temporaneamente nella Regione Autonoma, almeno fino a che la situazione non si sarà normalizzata, per evitare una disastrosa diaspora. Appello che è stato già raccolto da 507 famiglie, che hanno trovato ospitalità in diverse città curde.
---------------------------------------------------------------------------------------------- IL MAJIDI MALL COMPIE UN ANNO.
E INVITA I MARCHI ESTERI AD APRIRE IL LORO PRIMO PUNTO VENDITA IN IRAQ
30 Novembre. Con quasi 2 milioni di abitanti, Erbil è oggi considerata un polo carico d’attrazione per tutto l’Iraq e non solo. E vanta il megastore Majidi Mall, che ha permesso alla tranquilla città – capitale della zona pacificata fin dal 2003 in tutto l’Iraq – di assaporare un’incredibile sviluppo anche nel retail e di competere con la stessa Dubai per qualità e varietà d’offerta, tanto da annoverare tra la propria clientela anche la fascia più sofisticata degli iraniani che – attraversato il confine – si diletta nello shopping più sfrenato.
Ed oltre ai marchi a firma svizzera per gli orologi e giapponese per l’elettronica, molti dei negozi presenti nel megastore sono già occupati da prestigiose firme straniere - Levi’s, Mango, Ecco, Chopard e molti altri, e prossimamente Carrefour che aprirà entro dicembre un ipermercato nel centro commerciale, Diesel e Mane Mall – la catena che presenterà oltre 150 marchi, 1 ipermercato, cinema multisala, bowling e chi più ne ha più ne metta. Tanto che Laila Hussaina, 24 anni, iraniana, afferma “Erbil è il paradiso per le donne. Da noi in Iran, non tutte le marche sono presenti, invece in Kurdistan le donne sono libere di acquistare qualunque cosa desiderino.“
Veduta del megastore Majidi Mall,
uno dei più grandi centri commerciali di tutto l’Iraq
---------------------------------------------------------------------------------------------- LA MICROSOFT ESPLORA,
LA FRANCE TELECOM VUOLE ACQUISTARE
E GLI SVEDESI BUSSANO ALLA PORTA
29 Novembre. Con l’intento di aiutare il Governo Regionale del Kurdistan a sviluppare il proprio settore tecnologico, una delegazione di spicco della Microsoft Corporation è approdata, nella sua prima visita ufficiale, ad Erbil: “Siamo favorevolmente impressionati dall’alto livello tecnologico dei servizi presenti in Kurdistan” ha affermato Ms. Lila Serhan, general manager Microsoft in Libano, sostenendo di trovarsi “non di fronte ad una evoluzione, ma di fronte a una rivoluzione” apprezzando soprattutto i progressi compiuti nell’ultimo biennio nel settore IT proprio da parte del Governo. E mentre Microsoft “esplora le opportunità che il Kurdistan può riservare alla compagnia” (come afferma Mr. Rajai Kadem, responsabile per la Microsoft del mercato iracheno – n.d.r.), la France Telecom, continuando a perseguire la politica di espansione nel Medio Oriente in atto da tempo, punta ad acquisire una quota di minoranza della Korek Telecom, la mobile company di maggior rilievo in Kurdistan che stima in 2.55 milioni gli utenti attivi al settembre di quest’anno.
Anche la Svezia si interessa al Kurdistan, ed invia una delegazione di 20 imprenditori ad incontri B2B con i maggiori esponenti della Associazione Industriali della regione autonoma. Il Segretario generale dell’Associazione curda – Mr. Sardar Hassan - ha affermato “l’incontro con la delegazione svedese è il primo step per conoscere la realtà imprenditoriale di questo Stato ed enucleare le possibili sinergie”.
La conferenza stampa della delegazione Microsoft
durante la visita ad Erbil
---------------------------------------------------------------------------------------------- DOPO IL KURDISTAN, L’EGITTO PUNTA ALL’IRAQ. E IL REGNO UNITO ANNUNCIA
CHE L’AMBASCIATA IN ERBIL DIVENTERA’ CONSOLATO GENERALE
30 Novembre. Il Console Generale egiziano in Kurdistan, Mr. Othman, è indaffaratissimo: dopo l’idea di realizzare un evento fieristico per implementare i rapporti commerciali tra Egitto e Kurdistan (v. newsletter nr. 33 – n.d.r.), annuncia ufficialmente che da dicembre saranno operativi i voli che collegheranno il Cairo con Sulaimaniyah e Baghdad (v. newsletter nr. 32 – n.d.r.) ma anche con Erbil. “Questo passo – ha affermato il Console nell’intervista rilasciata ad AKNews – suggella definitivamente l’upgrade dei rapporti bilaterali tra Egitto e Kurdistan cui stiamo lavorando da tempo”. E dopo il Kurdistan, l’Egitto guarda a tutto l’Iraq: ora che la porta si è aperta, nulla ha impedito che Talabani (Presidente iracheno) ricevesse un invito ufficiale a presenziare al secondo Summit economico dei Paesi Arabi in calendario il prossimo anno proprio in Egitto. Mittente: Muhammad Hosni Mubarak, naturalmente.
E in tutto questo fermento, il Regno Unito ci mette lo zampino e consolida la propria posizione nella regione autonoma irachena: Il Ministro degli Esteri britannico per l’area medio orientale, Mr. Alistair Burt, ricevuto dal Presidente curdo Mr. Barzani (insieme ad una nutrita delegazione, presenti anche l’Ambasciatore britannico in Iraq, Mr. Jenkins, ed il Console Generale ad Erbil, Chris Bowers) ha ufficialmente comunicato a Barzani la volontà del proprio Governo di trasformare l’attuale Ambasciata britannica ad Erbil in sede del Consolato Generale.
Mr. Burt ha anche preannunciato a Barzani la visita del Primo Ministro inglese, Sir John Major,
in Kurdistan nel 2011.
Il Console Generale egiziano in Kurdistan, Mr. Othman
L’Ambasciatore egiziano in Iraq, Mr. Sheriff kamal al-Din Shanin,
ha consegnato al Presidente Barzani l’invito personale ed ufficiale di Mubarak
per presenziare al secondo summit economico dei Paesi Arabi, in programma in Egitto nel 2011
Barzani a colloquio con il Ministro degli esteri britannico
per l’area medio orientale, Mr. Burt